Chiesa del Santo Spirito, il santuario di Javorca

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Chiesa del Santo Spirito, il santuario di Javorca © Andrea Lessona

Chiesa del Santo Spirito, il santuario di Javorca © Andrea Lessona

Nella valle del fiume Tolminka, il suo profilo aguzzo si staglia contro le Alpi Giulie: un intarsio di legno e memoria che dà forma e storia alla chiesa del Santo Spirito, il santuario di Javorca.

Costruita tra il 10 marzo e il 10 novembre 1916, dai soldati della III brigata montana austro-ungarica, in ricordo dei loro compagni caduti durante la I Guerra Mondiale, fu innalzata a mano in quello che oggi è il parco nazionale del Triglav in Slovenia.

Qui, nella malga di Polog, dove il bestiame pascola sereno e si produce un ottimo formaggio, la chiesa del Santo Spirito venne eretta quasi alla stessa distanza dalle postazioni di combattimento sul Vodil vrh, Mrzli vrh, Sleme e Rdeči rob.

Chiesa del Santo Spirito, interni del santuario di Javorca © Andrea Lessona

Chiesa del Santo Spirito, interni del santuario di Javorca © Andrea Lessona

Salire gli scalini che separano il santuario di Javorca dallo slargo dove finisce la strada è un po’ come salire il cielo e respirare la pace: a ogni passo, si scorgono i particolari della struttura che la rendono preziosa.

Concepita dal luogotenente Remigius Geyling, pittore e scenografo viennese e realizzata dal sottonente di origini ungheresi Géza Jablonszky con l’aiuto degli artigiani arruolati nell’esercito austro-ungarico, la chiesa del Santo Spirito è unica.

Sopra l’entrata, svetta il campanile con l’orologio solare, lo stemma della monarchia e la scritta Pax. Le mura esterne del santuario di Javorca sono vergate con gli stemmi delle venti regioni che hai tempi formavano l’impero austro-ungarico.

All’interno della chiesa del Santo Spirito tavole in quercia si aprono come le pagine di un libro commemorativo: e incisi a fuoco secondo i gradi della gerarchia militare, si leggono i nomi 2564 caduti nei campi di battaglia vicini – oggi sepolti a Loce.

Le mura del Santuario di Javorca sono dipinti di blu e nero e hanno ornamenti bianco e oro. Sull’altare, l’immagine a mosaico dello Spirito Santo è vergata ai lati da un grande angelo.

La parte in legno del tabernacolo, con gli intagli di una Croce e angeli inginocchiati, è stata fatta dal falegname di brigata, Anton Perathoner. Tutto è silenzio: solo il vento attraversa lieve la navata e fa cigolare la memoria viva della chiesa del Santo Spirito.

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