Merletto di Idria, storia scritta col filo

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Merletto di Idria © Andrea Lessona

Merletto di Idria © Andrea Lessona

Abili mani di donna intrecciano fili, e regalano magia: a ogni movimento dei tomboli, il disegno prende forma. Passaggio dopo passaggio, il cotone vive di luce propria e diventa un merletto di Idria.

Uno dei tanti che si trovano esposti qui, in un’ala dedicata del museo civico del castello di Gewerkenegg – antico maniero che domina la collina e profila questa cittadina della Slovenia occidentale.

Un centro di 12 mila abitanti, famoso in tutto il mondo, non solo per la sua miniera di mercurio e la gastronomia ma anche per l’arte secolare e tramandata di realizzare il merletto di Idria.

Sembra furono le mogli dei primi minatori cechi e tedeschi a portarla qui oltre trecento anni fa, e a diffonderla in questo angolo di Slovenia. Con pazienza antica come la saggezza lo insegnarono alle donne locali.

Merletto di Idria © Andrea Lessona

Merletto di Idria © Andrea Lessona

All’inizio, il pizzo era intrecciato con un grosso filo di lana: serviva ad adornare chiese, abiti liturgici, abbellire le case o i vestiti dei contadini più ricchi. Con la richiesta di lavori più accurati, sono state aperte scuole specializzate per realizzare il merletto di Idria.

Persone esperte, padrone di questa tecnica diventarono insegnanti. Così, grazie a loro, la qualità dei prodotti creati crebbe sempre di più sino a superare i confini della cittadina e a diffondersi in tutto il mondo.

Basti pensare che, inaugurata nel 1876, la Scuola di merletto di Idria è aperta ancora oggi. E al suo interno si spiega come negli anni il pizzo ha preso la forma attuale grazie al metodo di lavoro a tombolo, con l’ausilio di sette paia di fustelli.

Dopo l’occupazione italiana della zona nel 1920, il mercato è cambiato molto. La richiesta di una grande produzione ha reso i modelli più semplici e più veloci da realizzare: la lavorazione è passata da sette a solo cinque paia di fustelli: il prezzo è diminuito e il prodotto è diventato più accessibile.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le lavoratrici a tombolo sono sempre meno. La maggior parte sono signore anziane che collaborano con associazioni culturali e conservano memoria e tecnica per continuare a realizzare il merletto di Idria.

Un prodotto facile da riconoscere perché solo i lavori più accurati hanno l’onore di portare il marchio ‘’idrijska čipka’’. Come quelli che si trovano nei negozi o sulle bancarelle del Festival del pizzo annuale o qiuelli esposti in quest’ala del castello.

Tra loro, protetta da una teca, spicca una tovaglia per 12 persone realizzata nel 1976/77 per la moglie del presidente Tito. Per realizzarla ci sono volute cinquemila ore di lavoro e venti merlettaie.

Per approfondire:
Wikipedia

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